Gli Omega-3 servono davvero per la salute del cuore?
- Massimiliano Bellisario
- 20 ott 2021
- Tempo di lettura: 2 min

Quanti di voi assumono queste belle perle trasparenti che vi fanno fare i ruttini al gusto pesce?
Bene, da oggi potete ripensarci due volte prima di spendere soldi con questi integratori: un team della Cochrane Collaboration ha revisionato ben 79 studi dal 2001 ad oggi che coinvolgevano in totale 112MILA persone, per valutare se queste pillole a base di grasso di pesce avessero un effetto positivo sul sistema cardiocircolatorio. Ebbene, si è scoperto che gli effetti sono mooolto limitati: assumere EPA (acido ecosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) si traduce in una lievissima riduzione dei trigliceridi nel sangue e in un lieve aumento delle HDL (il cosiddetto colesterolo "buono"), ma non ci sono effetti positivi tangibili sul rischio di morte, di eventi cardiovascolari e di malattie coronariche. Mentre assumere ALA (acido alfa-linoleico) porta al massimo un leggero calo del RISCHIO di eventi cardiovascolari, mortalità coronarica e di alterazioni della funzionalità cardiaca, ma se volete avere un'idea quantitativa, ogni mille persone che aumentano la quantità di ALA nella dieta, solo UNA ne trae un reale beneficio!
Poiché molte persone sono convinte di risolvere diversi problemi ingoiando una pillola e continuando a mangiare le peggio cose (vedi discorso "gastroprotettori", di cui vi ho parlato in un altro articolo), questo studio è un bello schiaffo morale: piuttosto bisogna sempre stare attenti a quello che si mangia, e ricordarsi che non è aggiungendo una compressa alle schifezze che si aiuta il cuore, ma aumentando pesce, legumi, verdure e olii vegetali perché semplicemente vanno a sostituire (si presume, a meno che non siate dei pozzi senza fondo) alimenti meno salutari come le carni rosse e i formaggi.
Fonte: Cochrane Library
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